Il credito d’imposta “Industria 4.0” per il 2025 è un’agevolazione fiscale rivolta alle imprese per incentivare gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali utili alla trasformazione digitale e tecnologica dei processi produttivi. La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 1, commi 1051-1063 e 1065 della Legge n. 178/2020.
Per quanto riguarda i beni materiali nuovi inclusi nella Tabella A della Legge di Bilancio 2017, gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, o prenotati con un acconto minimo del 20% entro il 31 dicembre 2025 ed eseguiti entro il 30 giugno 2026, danno diritto al credito d’imposta.
Le percentuali di credito variano in base all’importo dell’investimento:
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Investimento 01.01.2023 – 31.12.2025 (anche beni “prenotati” fino al 30.06.2026) |
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Fino a € 2.500.000 |
20% |
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tra € 2.500.000 e € 10.000.000 |
10% |
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tra € 10.000.000 e € 20.000.000 |
5% |
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Per i beni immateriali, inclusi nella Tabella B della Legge di Bilancio 2017, il credito d’imposta è del 10% per gli investimenti effettuati nel 2025 o prenotati entro il 31 dicembre 2025 con un acconto minimo del 20% ed effettuati entro il 30 giugno 2026, dove il limite massimo di costo ammissibile per questi investimenti è di 1 milione di euro. In sintesi:
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Investimento 01.01.2024 – 31.12.2024 (anche beni “prenotati” fino al 30.06.2025) |
Investimento 01.01.2025 – 31.12.2025 (anche beni “prenotati” fino al 30.06.2026) |
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Fino a 1.000.000 |
15% |
10% |
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L’accesso al beneficio richiede specifici adempimenti. Tutte le fatture e i documenti relativi agli investimenti devono contenere un espresso riferimento alla normativa, come ad esempio la dicitura: “Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d’imposta ex art. 1, commi da 1051 a 1063, Legge n. 178/2020”.
Per investimenti superiori a 300.000 euro, è necessaria una perizia tecnica asseverata o un attestato di conformità rilasciato da un ente accreditato, che certifichi le caratteristiche tecniche e l’interconnessione dei beni. Inoltre, è richiesto l’invio di due comunicazioni al Gestore dei Servizi Energetici (GSE): una preventiva, che descriva gli investimenti pianificati, e una consuntiva al termine dell’investimento.
L’utilizzo del credito d’imposta avviene esclusivamente in compensazione tramite modello F24, in tre rate annuali di pari importo, a partire dall’anno di interconnessione del bene.
Vi sono alcune esclusioni: il credito non spetta per i beni acquistati tramite contratti di “rent to buy” o comodato d’uso precedenti, né per beni che non soddisfano il requisito di “novità”.
Questo strumento è fondamentale per supportare la transizione tecnologica delle imprese, favorendo l’adozione di tecnologie innovative e sostenendo gli obiettivi di digitalizzazione e transizione ecologica.
Distinti saluti.
Padova, 16.12.2024