Deducibilità costi di rappresentanza

A seguito della Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024), sono state modificate le condizioni formali per la deducibilità delle spese di rappresentanza a partire dall’anno di imposta 2025, le quali devono essere obbligatoriamente sostenute attraverso strumenti di pagamento tracciabili. In particolare, per essere considerate deducibili, i pagamenti dovranno avvenire tramite bonifico bancario o postale, carte di debito, credito, prepagate, assegni bancari o circolari, oppure tramite app per smartphone che consentano transazioni sicure con codice IBAN e numero di cellulare.

Questa nuova disciplina è limitata esclusivamente alle spese di rappresentanza, lasciando fuori dall’ambito degli obblighi di tracciabilità altre categorie di spese, come quelle di pubblicità e propaganda o le spese di ospitalità così come le spese di rappresentanza sostenute nel reddito di lavoro autonomo.

Si rammenta come le spese di rappresentanza siano deducibili se soddisfano precisi criteri di inerenza e documentazione; devono essere relative a spese per erogazioni a titolo gratuito di beni e servizi, collegate a finalità promozionali o relazionali, il cui sostenimento risponda a criteri di ragionevolezza in funzione dell’obiettivo di generare anche potenzialmente benefici economici per l’impresa oltre ad essere coerenti con le pratiche commerciali di settore.

Costituiscono, in particolare, spese di rappresentanza:

  1. a) le spese per viaggi turistici in occasione dei quali siano programmate e in concreto svolte significative attività promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell’attività caratteristica dell’impresa;
  2. b) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o di festività nazionali o religiose;
  3. c) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione dell’inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti dell’impresa;
  4. d) le spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento organizzati in occasione di mostre, fiere, ed eventi simili in cui sono esposti i beni e i servizi prodotti dall’impresa;
  5. e) ogni altra spesa per beni e servizi distribuiti o erogati gratuitamente, ivi inclusi i contributi erogati gratuitamente per convegni, seminari e manifestazioni simili il cui sostenimento risponda a criteri di inerenza.

La deducibilità è comunque soggetta a limiti quantitativi legati ai ricavi dell’impresa:

  • 1,5% dei ricavi fino a 10 milioni di euro.
  • 0,6% per ricavi tra 10 e 50 milioni di euro.
  • 0,4% per ricavi superiori a 50 milioni di euro.

Per i beni gratuiti di valore unitario fino a 50 euro, è prevista una deducibilità integrale. Tuttavia, nel caso di omaggi composti, il limite si applica al valore complessivo dell’omaggio effettivamente offerto.

All’interno di queste casistiche le spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande, se classificate come spese di rappresentanza, sono deducibili al 75%. Una volta applicato questo limite, le spese vengono sommate alle altre spese di rappresentanza e sottoposte ai limiti percentuali calcolati sui ricavi aziendali.

Di particolare importanza, infine, sono le spese per ospitare clienti, spesso oggetto di incomprensioni poiché non sono considerate spese di rappresentanza. Pertanto, non sono soggette ai limiti quantitativi di deducibilità, a condizione che:

  • venga mantenuta una documentazione adeguata, comprensiva delle generalità degli ospiti e della natura dei costi sostenuti;
  • le spese riguardino esclusivamente i clienti (inclusi quelli potenziali), escludendo altre categorie, come fornitori o giornalisti

Circolare 7-2025-Deducibilità Costi di rappresentanza